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Compendio della “Genetics” di Dobzhansky: Antirazzismo ambiguo e razza statistica (Razz-istica) (Italian Edition) - Softcover

Buch 16 von 17: Razz-istica

Da'at, Ben

 
9798171549947: Compendio della “Genetics” di Dobzhansky: Antirazzismo ambiguo e razza statistica (Razz-istica) (Italian Edition)

Inhaltsangabe

New York, 1937. Con Genetics and the Origin of Species Theodosius Dobzhansky contribuisce a trasformare l’evoluzione in una scienza delle popolazioni. Mutazione, ricombinazione, frequenze geniche, selezione, deriva, migrazione e isolamento non vengono semplicemente descritti: vengono combinati per spiegare come la variazione nasca, si distribuisca, venga conservata o eliminata e possa infine produrre popolazioni differenziate. Il tipo perde così il proprio privilegio. Una popolazione non è definita da un individuo rappresentativo, ma da un gene pool, da frequenze e varianze, da un polimorfismo interno continuamente modificato dal tempo e dallo spazio. Anche la razza cambia statuto: non più essenza o purezza, ma possibile grado di differenziazione fra popolazioni ancora capaci di scambiare geni.
Questo volume ricostruisce dall’interno la macchina Dobzhansky. Dalle popolazioni naturali di Drosophila segue il passaggio alla mutazione, al polimorfismo adattativo, alla race formation, al gene flow, ai clini e ai meccanismi di isolamento. La differenza non nasce da una «mutazione razziale» e non coincide con un confine. Può crescere, diminuire, migrare, stabilizzarsi o dissolversi. La selezione non conduce necessariamente all’uniformità; la deriva può produrre divergenze senza adattamento; il flusso genico può mantenere popolazioni aperte. La razza diventa così una fotografia statistica di un processo evolutivo che continua.
Antirazzismo ambiguo e razza statistica indica il paradosso teorico al centro del sistema. Dobzhansky combatte il razzismo, rifiuta la purezza, nega che differenze biologiche fondino superiorità o inferiorità e insiste sull’irriducibilità dell’individuo alla media del gruppo. E tuttavia conserva il termine race per designare popolazioni che differiscono nelle frequenze di alcune varianti. I clini dissolvono i confini netti; il polimorfismo attraversa ogni popolazione; il gene flow rende normali mescolanza e intergradazione. La differenza può essere reale mentre la sua trasformazione in razza dipende anche dalla scala e dai criteri della classificazione.
Il caso Dobzhansky mostra così una delle grandi trasformazioni della biologia del Novecento: dalla razza come tipo alla razza come distribuzione, dalla purezza al polimorfismo, dal sangue alla frequenza. Ma mostra anche il problema che rimane quando una parola antica sopravvive dentro una scienza nuova: come descrivere differenze fra popolazioni senza trasformarle nuovamente in essenze, e come impedire che una classificazione statistica torni a diventare un giudizio sugli individui.

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