Incisione rame del 1851 Un episodio del blocco di Genova nel 1800
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Dettagliatissima incisione in rame su carta spessa e non retroscritta Estratta da prestigiosa opera del 1851. .incisione che ha quindi oltre 163 anni! Un episodio del blocco di Genova nel 1800 Il generale Massena, detto poi dai genovesi Ammassa Zena, era arrivato in Genova il 9 Febbraio 1800 e fu ricevuto in trionfo con ovazioni. Prese stanza nel palazzo Doria presso S. Domenico (ora De Ferrari), oggi Sede del Banco di Roma, dove fino allora aveva avuto la sua residenza il Direttorio. Il generale Massena elesse per suo primo aiutante il genovese generale De Giovanni. Aveva alla difesa di Genova quindicimila soldati francesi contro 35 mila nemici. Nel marzo del 1800 cominciò il blocco dalla parte del mare. Le navi inglesi lo serrarono in modo che era impossibile introdurre viveri in città da questa parte. Da terra, Genova, era attorniata dalle truppe austriache, piemontesi e da una legione di liguri malcontenti ivi condotti dal capitano Assereto, savonese. Il 6 di aprile, domenica delle Palme, il blocco fu completo da terra e dal mare e durò sessanta giorni, cioè fino al 5 giugno. Le mirabili fortificazioni di Genova del 1633, fatte per vincere l'ambizione di Carlo Emanuele I di Savoia, servirono ottimamente contro qualunque assalto nemico. Anzi di tratto in tratto i francesi, con vigorosi attacchi, cercavano di rompere il blocco, vero cerchio di ferro, che nemici avevano posto intorno alla città, ma inutilmente. Erano troppo pochi e stremati dalla fatica e dalla fame. Una grande battaglia ebbe luogo il 30 aprile in Bisagno, sotto gli occhi dei cittadini che si affollavano sulle mura di S. Chiara e dello Zerbino per assistere al cruento spettacolo. La giornata fu splendida per i francesi che, pur essendo solo cinquemila, inflissero agli austriaci la perdita di settemila uomini tra prigionieri morti, e feriti. Ma il risultato, quanto a rompere il blocco, fu nullo. Il generale Massena rientrato in città alle 6 di sera fu oggetto di clamorosa ovazione. * * * Terribile fu il bombardamento su San Pier d'Arena la notte dell'8 maggio di quello stesso anno dovuto alle navi inglesi che, la notte seguente, bombardarono le colline di Albaro, colla mira di spaventare e sollevare contro Genova quelle popolazioni. Ma l'intento non riuscì anche se lo spavento fu grande e grave il danno. Il 17 maggio 1800, dalle due di notte all'alba, il bombardamento fu diretto contro la città ed i cittadini dovettero balzare da letto ed atterriti fuggire verso le parti più alte della città e più lontane dal mare. Più micidiale fu un altro bombardamento, cominciato all'una dopo mezzanotte del 21 maggio 1800, che durò due ore e molte bombe esplosero in città con danno e spavento dei cittadini. Altri due bombardamenti ebbero luogo nelle notti del 30 e 31 maggio di quell'anno. Il generale Massena aveva ordine di tener salda la posizione fino a tutto maggio, sperando che, prima del termine di questo mese, mutassero le sorti della guerra. Ma l'evento aspettato non si vedeva e la città era agli estremi per la fame. Massena ritardò la resa ancora due giorni. Finalmente il 2 giugno aprì trattative col nemico ed il 4 conchiuse onorevole capitolazione che fu sottoscritta dinanzi alla cappelletta della Madonna sul ponte di Cornigliano. Se Massena, si diceva, avesse avuto notizia della discesa dalle Alpi di Napoleone, coll'armata di riserva forte di 84 mila soldati, avvenuta il 26 maggio, avrebbe risparmiata la capitolazione, ma l'obbiettivo era ormai riuscito, ed inoltre la mancanza di viveri era giunta al massimo. Comunque vinta da Napoleone la battaglia di Marengo il 14 giugno 1800 contro gli austriaci, fu convenuto che Genova fosse restituita ai francesi tra il 16 ed il 24 giugno. Anche questa volta i piemontesi ed i loro alleati savonesi dovettero rimandare la presa di Genova a tempi migliori. E fu la grande vittoria di Marengo a dar gloria a Napoleone, ma questa battaglia, dallo stesso Napoleone considerata perduta, fu vinta mediante il sacrificio.…
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- Incisione rame del 1851 Un episodio del blocco di Genova nel 1800
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