Beschreibung
Manoscritto (cm 22 x 34), pp. (24) con allegata lettera di 2 pp. mss. a firma Macarel, nella quale veniva richiesto questo parere a nome del ministro degli interni. Il parere di Monsieur Guillo verte essenzialmente su tre questioni: quale dovesse essere la disposizione e la dimensione delle celle in base al lavoro assegnato al carcerato, e se occorresse, per alcuni lavori, adibire delle officine al di fuori delle celle; che tipo di industrie ritenesse piu' opportuno impiantare negli stabilimenti cellulari con indicazione degli spazi necessari, sempre considerando una popolazione carceraria di 500 persone; quale potesse essere la paga per giornata di lavoro data all'amministrazione, specialmente per le case di Melun, Poissy, Gaillon e Fontrevrault, nella doppia ipotesi di avere un contratto a forfait oppure un costo fisso al pezzo con un ribasso del 20% rispetto al prezzo di mercato. Nell'introduzione l'A. premette che i suoi pareri valgono solamente nel caso venga avviato un regime cellulare e non nel caso si conservi il sistema di lavoro attuale delle "maison centrales". Infatti, egli, essendo ancora attivo come imprenditore presso alcuni stabilimenti, ravviserebbe un palese conflitto di interessi. Per quanto riguarda la prima domanda, Guillo stabilisce in tre metri quadri la misura delle celle, dotate di gabinetto con sifone, riscaldate e con accesso ad un "promenoir" ed a un corridoio di servizio. Per quanto riguarda la seconda domanda, l'A. si rivela essere un sostenitore del sistema Filadelfia, (come descritto da Tocquevile e Beaumont), afferma infatti che con l?isolamento totale in uno stabilimento possano coesistere da 12 a 1500 persone mentre con il sistema di Aubrun (isolamento notturno e lavoro in comune di giorno), non possano coesistere piu' di 3- 400 individui. Chiara e' la maggior convenienza di un carcere per 1000 piuttosto che per 500, sia per le spese di costruzione sia per quelle di gestione. Inoltre Guillo approva l'idea che a cominciare l?esperimento del carcere cellulare siano i condannati ai ferri e i recidivi visto che, in attesa della costruzione delle carceri cellulari, si potra' continuare l'esperienza del regime del lavoro in silenzio gia' attivo nel carcere di Gaillon. Non solo, il governo deve resistere ai filantropi che demonizzano il carcere cellulare, e chiedono una riduzione delle pene, perche' questi non conoscono la vera natura dei condannati. Per poter ben giudicare questo nuovo sistema di carcerazione occorrera' provarlo e in attesa l?amministrazione non potra' certo ridurre le pene. Nella relazione sono poi presi in esame i vari tipi di lavori che possono essere insegnati ai carcerati, con particolare riferimento a quelle occupazioni che possono essere esercitate dagli ex carcerati una volta divenuti liberi, magari proprio presso le loro case e con l'aiuto dei familiari. Le attivita' sono la tessitura, la "bonnetterie", l?arte del calzolaio e del tagliatore d'abiti. Queste dovranno essere le quattro arti da esercitarsi in carcere, anche perche' il salario giornaliero dovra' essere omogeneo. L'Amministrazione dovra' solo vigilare che a livello locale nessuno abbia iniziative o introduca lavori diversi da questi. Per quanto riguarda poi il modello di impresa da utilizzare, Guillo rigetta l?idea di una amministrazione imprenditrice. Sostiene invece che l?Amministrazione debba "laisser les travaux des prisonniers dans l?industrie libre" e organizzare il lavoro dei detenuti in collaborazione con questa. In particolare egli pensa ad una impresa generale con dei forti capitali che gestisca il lavoro nelle carceri, in grado di offrire maggiore solidita' nei momenti di difficolta'. Purtroppo - dice sempre Guillo - sino a quel momento non e' stato possibile far vincere la ripugnanza di una tale intrapresa agli industriali piu' strutturati e facoltosi e, di conseguenza, le carceri sono divenute preda di industriali senza capitali incapaci di offrire opportune garanzie: ecco la necessita' di una impre. Bestandsnummer des Verkäufers cat. n.158
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