Gianfranco gaggero (4 Ergebnisse)

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Brossura. Zustand: new. Salerno, 2024; br., pp. 116, cm 14,5x21. Sul fenomeno del progressivo slittamento del potere imperiale a benefìcio dei comandanti militari nell'Occidente romano del V secolo, le Edizioni di Ar hanno già proposto ai lettori l'analisi stabilita da John M. O'Flynn con I generalissimi dell'Impero romano d'Occ…idente. Secondo un altro angolo visuale, la tenuta autocratica di magistri militum che, come Stilicone, Aezio e Ricimero, governarono lo Stato pur senza indossare la porpora, causò anche la disarticolazione della struttura militare e, di conseguenza, la disgregazione della infrastruttura potestativa. Già minato nella propria identità romana dal reclutamento sempre più massiccio di ausiliari e federati barbari, l'esercito si scompaginò, infatti, a causa dei continui conflitti interni. Accadeva di frequente che comandanti di rango inferiore rifiutassero l'obbedienza ai superiori, talvolta per affermare la lealtà all'imperatore o difendersi da una possibile accusa di lento, altre volte per contendersi il controllo di un territorio per il solo obiettivo di sopravvivere. E' in tale temperie vanno considerate le vicende di quei comandanti regolar che, per un motivo o per l'altro, divennero Signori della Guerra irregolari, talvolta reintegrandosi successivamente nei ranghi istituzionali (o in quelli residuali): fra i molti, ricordiamo il valoroso Saro, che dopo l'assassinio di Stilicone abbandonò l'esercito Onorio e visse alla macchia nell'Italia centrale, per poi sostenere l'usurpatore Giovino; il potentissimo Bonifacio, che anni Venti si rese semi-indipendente in Africa e contese ad Aezio il dominio dell'Occidente; Sebastiano, magister militum praesentalis di Galla Placidia, il quale, caduto in disgrazia, si diede alla pirateria nella Propontide alla testa di una banda di di ventura; Egidio, il magister militum che non riconobbe l'autorità di Libio Severo e incarnò la signoria di Roma nella piazzaforte di Soissons, accerchiata dai Visigoti, dai Burgundi e Franchi.Nelle pagine che seguono, le Edizioni di Ar presentano tre brevi saggi -nell'ordine, di Gianfranco Gaggero, di Micheal Kulikowski e di Roberto Cessi- sulla figura di Marcellino, magister militum che fra il 454 e il 468 governò la Dalmazia come sovrano svincolato sia dall'Impero d'Oriente sia dall'Impero. d'Occidente. [.]. Libro.

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Brossura. Zustand: nuovo. Edizioni di Ar, 2024 -- Sul fenomeno del progressivo slittamento del potere imperiale a benefìcio dei comandanti militari nell'Occidente romano del V secolo, le Edizioni di Ar hanno già proposto ai lettori l'analisi stabilita da John M. O'Flynn con I generalissimi dell'Impero romano d'Occidente. Secondo… un altro angolo visuale, la tenuta autocratica di magistri militum che, come Stilicone, Aezio e Ricimero, governarono lo Stato pur senza indossare la porpora, causò anche la disarticolazione della struttura militare e, di conseguenza, la disgregazione della infrastruttura potestativa. Già minato nella propria identità romana dal reclutamento sempre più massiccio di ausiliari e federati barbari, l'esercito si scompaginò, infatti, a causa dei continui conflitti interni. Accadeva di frequente che comandanti di rango inferiore rifiutassero l'obbedienza ai superiori, talvolta per affermare la lealtà all'imperatore o difendersi da una possibile accusa di lento, altre volte per contendersi il controllo di un territorio per il solo obiettivo di sopravvivere. E' in tale temperie vanno considerate le vicende di quei comandanti regolar che, per un motivo o per l'altro, divennero Signori della Guerra irregolari, talvolta reintegrandosi successivamente nei ranghi istituzionali (o in quelli residuali): fra i molti, ricordiamo il valoroso Saro, che dopo l'assassinio di Stilicone abbandonò l'esercito Onorio e visse alla macchia nell'Italia centrale, per poi sostenere l'usurpatore Giovino; il potentissimo Bonifacio, che anni Venti si rese semi-indipendente in Africa e contese ad Aezio il dominio dell'Occidente; Sebastiano, magister militum praesentalis di Galla Placidia, il quale, caduto in disgrazia, si diede alla pirateria nella Propontide alla testa di una banda di di ventura; Egidio, il magister militum che non riconobbe l'autorità di Libio Severo e incarnò la signoria di Roma nella piazzaforte di Soissons, accerchiata dai Visigoti, dai Burgundi e Franchi. Nelle pagine che seguono, le Edizioni di Ar presentano tre brevi saggi -nell'ordine, di Gianfranco Gaggero, di Micheal Kulikowski e di Roberto Cessi- sulla figura di Marcellino, magister militum che fra il 454 e il 468 governò la Dalmazia come sovrano svincolato sia dall'Impero d'Oriente sia dall'Impero. d'Occidente. [.].

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